Amici cari

Un grazie a tutti gli amici che hanno regalato tanto tempo al Comitato e che ora, per motivi vari non sono più sulla breccia

Franco Vandelli    Il 14 ottobre ci ha lasciati Franco Vandelli, un caro amico e un volontario esemplare.

Acuto, ironico e finemente autoironico, consapevole di non essere un fenomeno di “produttività”, Franco sapeva donare il suo tempo e le sue energie con un mix di impegno e leggerezza veramente raro.

Indimenticabile la volta che, di ritorno da un giro di ritiri nei pressi di Carpinello, ci raccontò divertito di essersi accorto che andava nella direzione sbagliata solo una volta raggiunte le saline di Cervia!

Socievole e gentile con tutti, aveva una attenzione particolare nei confronti dei ragazzi extracomunitari che al Comitato ci aiutano nei compiti più faticosi. Imparava subito il loro nome e il paese di origine, si interessava della famiglia e delle abitudini, li faceva sentire accolti,

spesso li aiutava con silenziosa generosità.

Ciao Franco, ci mancherai tanto.

Pina Ziani La MAMMA del Comitato a cui ha dedicato almeno 50 anni di vita.
Ha iniziato a collaborare con Annalena …
Ha seguito le Missioni di tutto il mondo inviandi pacchi di medicinali e mezzi di conforto, scrivendo lettere, facendo da sola un lavoro umanitario illimitato.
Ha visitato parecchie missioni per rendersi conto di persona dei loro bisogni.
Ha soccorso i terremotati in Italia e all’estero accompagnando i volontari nei camion degli aiuti raccolti.
E’ stata l’angelo consolatore di amici e conoscenti depressi a costo di non dormire o …di bruciare i suoi manicaretti.
Ora si gode un meritato riposo insieme alla cagnetta Titti.
Sig. Grilli Si è occupato per anni del mercatino del Comitato, quando stava tutto in uno stanzone e si chiamava BRIQUE À BRAQUE.
Era sempre paziente, nonostante la clientela si divertisse a mettere tutto sottosopra.


Maria Vasumi I suoi “mercatini” erano speciali e stagionali e facevano sognare, perché con Pina riusciva a trovare oggetti provenienti dalle missioni più lontane, quando anche le cineserie erano delle rarità.
Con la sua simpatia riusciva a convincere i clienti della convenienza dei suoi prezzi.


Guerrina
Auguri video
Guerrina è arrivata tra noi con la sua inseparabile bicicletta, Guerrina immersa e sommersa tra i panni da selezionare, Guerrina che, instancabile, allieta la mensa di noi volontari nei giorni di mercatino straordinario con i panini farciti con una meravigliosa e specialissima salsa di cui mille vote le è stato chiesto il segreto, Guerrina e la piadina che racchiude tutti i profumi della Romagna, Guerrina che per ognuno di noi ha quell’accoglienza dolce, materna e sorridente che solo i puri di cuore possiedono e donano. Il nome bellicoso non si addice alla sua persona gentile e al suo sorriso rassicurante, mentre è tutto dentro la tenacia con cui lavora e nella passione con cui custodisce i panni che seleziona e prepara per destinazioni lontane e che ripiega con cura come –ha notato tante volte Pina- se li benedicesse.

ORLANDO

Venerdì 13 Aprile 2012 è andato ‘oltre’ anche il nostro Orlando. Era inseparabile dal suo reparto di pentole, tegami, padelle e stoviglie ,inflessibile custode di quanto era affidato alla sua intelligenza ,al suo cuore e alle sue mani operose.

Vogliamo pensare che mentre intendeva entrare nella Dimora Eterna con la severa divisa dell’arma dei Carabinieri , una folla di poveri, che lui ha aiutato nei lunghi anni di volontariato al comitato, lo hanno accolto con un fragoroso scroscio di applausi, gli hanno fatto subito posto tra loro dopo averlo ‘rivestito’ con il grembiule azzurro del servizio . Perchè tutto passa nella vita di un uomo… solo l’amore resta per l’eternità

Ci capiterà ancora di cercare quasi istintivamente tra pentole e tegami la divisa azzurra di Orlando e il cuore si riempirà di gratitudine quando ritroveremo i segni della sua fedeltà nel servizio e nella fedeltà con cui sanno essere ancora presenti tra noi la sua dolce sposa Irma e la sua amatissima figlia Claudia.

SERGIO 

Alle 4,30 è passato all’Altra Riva il nostro amato socio SERGIO ADINOLFI
Nobilmente ateo, ci lascia la preziosa testimonianza di come occorre amare gli ‘ultimi’:in silenzio, con fedeltà e discrezione.
Oggi, giorno della festa della Trinità, lo sappiamo accolto con gioia nel seno di Dio-Amore
Lucia Schiasssi

LUCIA DEI GIOCATTOLIEra sempre squillante il suo “Pronto!” al telefono e altrettanto cordiale il suo :”Buon Giorno!” per le scale del comitato… come se aspettasse proprio noi, ogni volta : ci bastava per sentirci immediatamente accolti nella gioia dell’incontro. Per molti anni abbiamo camminato ‘in cordata’ nella lunga avventura di solidarietà intorno al mondo.Intelligente, dinamica, non poteva che essere suo il festoso e colorato reparto giochi, una caotica Disneyland rigurgitante di bambole, giochi, pelouche, scatoloni, macchinine…un reparto sempre più ingolfato, strapieno e bisognoso di spazi sempre più ampi. E’ stata una compagna di viaggio preziosa per la mitezza, l’equilibrio, la gioiosità del carattere e la semplicità della fede.

Grande lezione di dignità, coraggio e indomito amore alla vita, è stata anche l’ultima battaglia con la malattia.

E andata… ‘più avanti’ il 6 agosto del 2011.

Abbiamo ricevuto in silenziosa consegna il suo messaggio di vita: continuare a camminare da ‘ portatori di gioia’ a qualunque costo; far fiorire il sorriso sul volto di chi incrocia il nostro sentiero, un sorriso come quello che accende stelline negli occhi di un bimbo a cui si regala un giocattolo atteso.

‘Lucia dei giocattoli’. Grazie! Il ricordo di te è memoria di non tenere mai chiuso il ‘reparto giochi’ del nostro cuore; farci dono e balsamo nella vita degli altri è il prezzo e l’anticipo di eternità.

SILVIO: Non pensava Silvio, quando arrivò fra noi, che sarebbe andato così lontano; invece riuscì a partire, anche se qualcuno, e forse proprio perchè qualcuno, l’aveva giudicato “non maturo” per un’esperienza di missione.
La povertà di quel mondo gli è passata dentro, cambiando radicalmente il suo stile di vita e accentuando la sua determinata volontà di srrvire e la sua attenzione verso i deboli.
La sua voce risuonava da un capo all’altro della sede, imponendo attenzione con perentori rimproveri ai volontari “nullafacenti”, solo di intralcio al suo lavoro.
Duro con i neghittosi, rivelava invece insospettabili doti di umanità quando si presentavano persone povere, sfortunate, ammalate. Un compagno di fatica prezioso, imprevedibile, allegro commensale nei nostri incontri, sempre troppo rari per lui, volontario a tempo pieno. Un amico caro che se ne è andato troppo presto e a fatica l’abbiamo affidato al mistero della Trasfigurazione, nel quale entra chi è pronto.
Ci pare di sentire risuonare ancora la sua voce fra il burbero e il faceto: “Avete visto che ancora una volta avevo ragione io!”.


PADRE MICHELE Piccolo, grigio nella barba e nei capelli e spesso anche nel viso, dimesso in tutta la persona, un missionario venuto da lontano, prosciugato dal sole e dal vento di quel deserto del Niger, dove aveva condiviso la vita dei Twareg, seguendo il lento andare delle carovane, cercando il cammello smarrito, riparando le marmitte delle donne, aggiustando il pozzo.
Realizzato così, come uomo, come prete, come cristiano nella assoluta condivisione della vita dei più poveri.
L’avevamo conosciuto giovane seminarista nel Friuli terremotato, impegnato di giorno ad aiutare la ricostruzione e la sera a consolare sotto le tende i superstiti.
Con lui decidemmo di andare in Turchia, per un altro terremoto che aveva colpito paesi di una povertà assoluta e per portarvi un TIR di oggetto utili raccolti nelle case di Forlì.
Generoso, paziente, amico e fin da allora capace di sopportare in silenzio, nel viaggio durato 13 giorni, le coliche renali che lo attanagliavano e negli anni seguenti lo portarono più volte sul tavolo operatorio.
Tornato in Italia dal Niger, per malattia, con solo un mezzo rene attivo veniva più volte fra noi del Comitato a portarci il suo sorriso buono,
l’ascolto delle confessioni di alcuni di noi, una Santa Messa celebrata col cuore in profondo raccoglimento, suo e nostro.
E’ stato in tutte le nostre case, ha diviso con noi la preghiera e il pasto che voleva frugale, lasciandoci nel cuore, con il racconto delle passate esperienze, il silenzio del suo amato deserto e l’eco delle sue solitarie meditazioni.
E’ morto all’improvviso, nella solitudine della sua casa di Torino. Al funerale tanti amici, e noi fra quelli, tutti coloro ai quali evava regalato il meglio della sua ricca umanità.


Luciano Ravaioli *Un uomo “ordinariamente” buono*

LucianoRavaioli

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