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Mag 20

I ragazzi di Parada e Annalena. L’amore e la fantasia dell’amore.

Quale filo unisce Annalena Tonelli ai ragazzi rumeni di Parada?
L’amore e la fantasia dell’amore.
E’ l’amore, inteso come piena disponibilità a chinarsi verso chi soffre e ad
aiutarlo a rialzarsi, che ha portato Annalena a chinarsi verso i bambini sordi, ciechi o con handicap mentale di Borama nel Somaliland; lo stesso amore che nel 1992 ha fatto incontrare Miloud Oukkili coi bambini di strada di Bucarest.

Amore vero a prima vista, che non si ferma ad un atto compassionevole
momentaneo, ma si proietta in avanti a cercare futuro.

Così Annalena a Borama in Somaliland, nel Corno d’Africa, con l’aiuto di un suo “figlio sordo” apre una scuola “speciale”, l’unica in tutta questa parte del continente.
“[…]è stata aperta una scuola per i bambini sordi, per i bambini ciechi, per i bambini con handicap mentale. Professori universitari fino a quando non hanno visto la nostra scuola non credevano che fosse possibile educare un bambino sordo. Nessuno qui lo credeva possibile. Oggi tutti sanno che non c’è nulla che un bambino sordo non possa fare eccetto che udire, non c’è nulla che un bambino sordo non possa imparare, non c’è nulla che un bambino sordo non possa sentire, non possa capire… certo si tratta di
strada lunga, ma già noi vediamo una luce forse ancora un po’ pallida, ma in lontananza è una luce così sfolgorante da far scoppiare il cuore di gioia e di gratitudine nell’anticipazione di quello che sarà un giorno ormai non più lontano… nuovi cieli e una nuova terra… “(Annalena)

Come Miloud che con un naso rosso e palline da giocoliere ha incontrato i ragazzi di strada di Bucarest, ha condiviso la loro sofferenza, la solitudine e l’ansia di bambini alla deriva e col sorriso dell’arte circense ha dato loro una nuova speranza.
La Fondazione Parada è nata da questo incontro ed offre servizi di emergenza, assistenza sociale ed educativa, educazione e integrazione socio professionale, utilizzando il circo come primo strumento di approccio educativo.
I ragazzi verranno a Forlì a novembre col loro spettacolo “Pinocchio” per incontrare alunni e cittadini più consapevoli del significato di questa iniziativa.

Quale messaggio scaturisce per noi ? Un incitamento a liberare la fantasia dell’amore, come ha ripetuto tante volte Annalena:
“Bisogna scoprire il proprio terreno, bisogna aiutare gli altri a scoprire il loro terreno e aiutarli a piantare le radici nel loro humus, il loro e non quello di qualcun altro e allora assisteremo incantati alla proliferazione di centinaia e centinaia di humus accanto al nostro e allora verremo a scoprire che centinaia e centinaia di humus stanno proliferando in tanti angoli dimenticati della terra solo perché un uomo ha sentito dentro l’ansia di fiorire e non ha sopportato più di essere il solo carico di fiori ma ha voluto vedere fiorire anche tutti gli altri uomini incontrati lungo la sua strada.”

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