Comitato per la Lotta Contro la Fame nel Mondo di Forlì |
CATERINA 50 anni in Africa per amore
Partì giovanissima infermiera, decisa a perdere la vita per gli ultimi della periferia del mondo. Approdò in Zimbabwe, nel villaggio di Mutemwua. Scoprì i lebbrosì, si innamorò di quei 'brandelli di umanità ferita'... fu amore per la vita. Giorno e notte con loro per anni, finché il lebbrosario si chiuse. Continuò a seguirli nei loro villaggi d'origine a cui erano tornati, non più malati, né contagiosi ma con inguaribili disabilità: o senza mani, o senza piedi, o senza vista.... Per mettere in condizione di avere un piccolo sostentamento economico e dare loro la dignità di una vita degna di essere vissuta, ha inventato progetti di promozione umana e coraggiose iniziative di micro credito, sino a fondare il centro “Bakhita” ( nel nome della prima donna africana, del Sudan, canonizzata, un centro con corsi regolari di addestramento professionale: agricoltura, taglio e cucito, maglieria, artigianato, calzoleria.... Il comitato per la lotta contro la fame, insieme alla diocesi e agli amici di Rocca l'ha affiancata da lontano, sostenendola in tutte le sue vulcaniche iniziative...sino all'ultima imprevedibile 'Operazione Capre': 1 capra o un asinello (50 €) alle famiglie poveri con disabili, malati di Aids, ex lebbrosi. Le cianfrusaglie del comitato si trasformano in caprette , agnelli, asini, galline, sementi o piccoli attrezzi agricoli per le famiglie disperatamente indigenti dello Zimbabwe di Caterina e si trasformano poi anche in speranza per altri poveri a cui andranno parte degli sparuti raccolti o qualche animale nato nei nuovi allevamenti; le nostre diverse vocazioni trovano conferme, incoraggiamento e perseveranza ... a Forlì noi possiamo restare fedeli al nostro ruolo di gratuiti cenciaioli, se Caterina persevera nel dono di sé sugli avamposti della carità e viceversa.
La circolarità dell'amore ci imparenta col mondo e fa di noi una cosa sola senza soluzione di continuità fra comitato e lebbrosario.
50 anni sono volati in fretta, bruciati ; Caterina è tornata ancora là fra i suoi diseredati.
Ci ha fatto rarissime visite in questi anni al Comitato: sorridente, allegra, nonostante problemi seri di salute, la schiena, le gambe e i piedi doloranti...sembrava un giorno decisa a fermarsi tra noi tra i nostri poveri, ma “ qua la gente ha molti aiuti, là non c'è nessuno e il bisogno è immenso”
Non ha resistito, è rivolata via, dimentica totalmente di se stessa, dei rischi per la sua vita e la sua salute perché:
...”Non importa dove si muore, purché la morte ci colga nell'amore”